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Carissimi amici e sostenitori, vi scrivo per condividere con voi la mia preoccupazione e speranza per la situazione che si è venuta a creare nella nostra Bedanda, il villaggio della Guinea Bissau che ci sta a cuore e la cui gente cerchiamo di aiutare attraverso il sostegno alle Suore Francescane di Cristo Re che vi operano ormai da diversi anni.

Nelle scorse settimane, suor Rina e suor Lidia, in servizio alla missione di Bedanda, sono state aggredite nella notte da alcuni uomini che, minacciandole, si sono fatti consegnare tutto ciò che potevano portar via: soldi, telefono, ecc.
Purtroppo non è la prima volta che accade. Già in passato la missione è stata derubata di cibo e altro utile a vivere.
E’ comprensibile che la popolazione, spinta dalla fame e da una situazione socio-politico-sanitaria prercaria si spinga a tanto, ma non possiamo giustificare che poche persone si approprino di cibo, vestiti e beni che sono destinati alla sopravvivenza della missione e al sostegno di tutta la popolazione. E’ un gesto egoistico e per di più violento.
In passato non si erano verificati episodi di aggrassione verso le “nostre” suore a cui va’ tutta la nostra vicinanza e solidarietà.

L’aspetto più triste della vicenza è che a compiere quetst’ azione siano stati uomini di Bedanda, la stessa gente che ci sforziamo di aiutare e a cui molte suore hanno dedicato la vita. I ladri/aggressori sono stati riconosciuti dalle suore, successivamente arrestati e, purtroppo, già liberi.

In questo momento la missione è chiusa, sono sospesi i servizi sanitari e la scuola, i progetti per le donne e la farmacia.
Nelle prossime settimane le suore, con la madre generale, incontreranno la comunità del villaggio, guidata degli “anziani”, per vedere se e come riaprire la missione, chiedendo un’assunzione di responsabilità da parte della gente a  protezione  delle suore affinché possano continuare a svolgere il loro servizio in sicurezza e serenità, in collaborazione costruttiva con la gente di buona volontà che in tanti anni si sono presi a cuore il futuro della propria gente.

Concludo prtando a tutti i ringraziamenti delle suore per la nostra vicinanza, le nostre preghiere, l’aiuto concreto. ringraziano in particolar modo per l’auto nuova a cui abbiamo provveduto nei mesi scorsi.

Auguro a tutti che questa vicenda, pur suscitando rabbia,  non mini la nostra fiducia e il desiderio di aiutare i nostri “fratelli” guineensi, e ci insegni a cogliere e custodire ogni gesto di “bene”  attorno a noi, aiuti anche i la popolazione di bedanda a riflettere su quanto accaduto e su quanto hanno ricevuto dalle suore e da centinaia di volontari italini che li hanno aiutati in questi anni. sappiano rialzare la testa e “scegliere il loro futuro” per il bene di tutta la popolazione.

A tutti voi, al direttivo, ai simpatizzanti, ai sostenitori, ai benefattori,  il mio più sincero grazie per l’impegno, la dedizione, la speranza; non manchino mai!
Alessandro Guidolin-presidente Ass. Cercu Iabri ONLUS