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Vivere senza maestri non è sempre facile, ma qualcuno ci ha insegnato che se vogliamo far qualcosa di grande dobbiamo dimostrare di esserlo, con amore e determinazione e non mollare mai.

La lezione di Nelson Mandela che ci ha lasciato ci porta a riflettere.

Morto all’età di 95 anni come un normale cittadino, un grande vecchio saggio, ex capo di stato e nemmeno più un leader, anche se rispettato e amato  da  tutti, non prendeva più posizioni, viveva riparato dal mondo, tra le mura della sua casa di Qunu, il villaggio dove era cresciuto e dove desiderava morire.

Mandela  è stato un grande maestro e vivere senza maestri è molto difficile.

Se ci guardiamo attorno non riusciamo a individuare leader  di comparabile statura, in questo senso forse lui è stato l’ultimo rappresentante di una specie ora estinta.

Lui un grande in tutti i sensi. Nella prima parte della sua vita, ha insegnato con il comportamento personale il coraggio, l’idealismo, la dedizione a una causa giusta e umana e soprattutto la capacità di mettere sul piatto della bilancia la sua stessa esistenza. Ha dedicato la sua vita alla lotta degli africani, contro la dominazione dei bianchi e contro la dominazione dei neri. Ha coltivato l’ideale di una società libera e democratica nella quale tutti vivranno in armonia e con uguali opportunità,  ha vissuto per vederlo realizzato, ma era pronto anche a morire.

Successivamente ha usato la virtù della resistenza, della coerenza, della fedeltà a un idea.

Nei lunghi anni in cui tutto sembrava perduto, perché Mandela era divenuto detenuto nr 46664, un numero come tanti e dimenticato in un isola dell’oceano, lui ha saputo valorizzare le sue virtù ed è stato forte.

E per finire era diventato il grande conciliatore, ha saputo tenere insieme e riunificare una nazione spaventosamente divisa da decenni di oppressione e odio. Ha usato il perdono come arma, superando le resistenze di molti, ma riuscendo a conquistare i cuori di tutti.

Il suo lavoro purtroppo non è stato compiuto, ma il compito da lui svolto è stato incommensurabile, avendo creato la sua opera tutto da solo, perché nessuno prima di lui era stato in grado di fare altrettanto, raggiungere una grandezza unica .

Per finire ci ha insegnato a ritirarsi nel momento giusto, lasciando la politica e allontanandosi dalla vita pubblica, per dare spazio alle nuove generazioni di mettersi in prima linea, dando loro la possibilità di ottenere il passaggio delle consegne. Questo vuol dire che un vero maestro deve insegnare a camminare da soli, a fare a meno di lui, ad essere autonomi,  come insegnare ad un bambino a camminare e poi lasciarlo libero di cadere e rialzarsi.

Mandela lo ha fatto nel modo più nobile, anche se lo piangiamo e ne sentiamo la mancanza e vorremmo che fosse ancora qui con noi, questo non è un suo limite, bensì nostro….un limite umano.