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Tutto ruota intorno ad una parola in creolo: guinendadi.  Un termine che porta con sé significati diversi: giustizia, amore per la patria, condivisione, responsabilità, impegno politico e sociale, tradizione, allegria, ma che, allo stesso tempo, unisce l’intero popolo della Guinea Bissau. Un popolo orgoglioso di avere dichiarato l’indipendenza dal Portogallo negli anni Settanta, sotto la leadership del politico ed eroe nazionale Amilcar Cabral; un popolo che oggi muove i suoi passi verso una nuova autonomia, quella dagli aiuti internazionali, dalla corruzione politica e dalla povertà.

Se siamo abituati a sentire parlare della Guinea Bissau in termini di crisi politiche, narcotraffico ed estrema povertà, ora si cerca, un nuovo punto di vista sul Paese, dando voce a personalità, associazioni e gruppi di cittadini impegnati nella società civile guineense, dove nasce la volontà di farcela “con le proprie gambe”. Spostandosi dalla città alla campagna, si incontrano le donne e gli uomini, per cui la sovranità alimentare è diventata bandiera di progresso locale.

Vogliamo creare una squadra, capace di riflettere sulle questioni del Paese, di fare domande e pretendere risposte. Vogliamo manifestare i nostri punti di vista in maniera costruttiva, parlando della salute, dell’educazione, della sicurezza, del traffico e del consumo di droga. Non mi piace usare termini negativi per descrivere questo Paese, è una perdita di tempo e non credo sia utile. Vogliamo  lanciare messaggi positivi sulla Guinea Bissau.

La Guinea Bissau, uno dei paesi più piccoli del continente nero. Qui si vive con meno di 3 dollari al giorno, si convive con un’ instabilità politica costante (dal 1980 ci sono stati ben 5 colpi di stato) senza parlare del narcotraffico, uno dei più strategici al mondo. Eppure, nonostante il contesto economico e politico poco rassicurante, esiste un’altra faccia della Guinea, nascosta agli occhi di chi osserva, storie di vita che vogliono raccontare la loro versione della Guinea.  Ritratti di persone che giorno dopo giorno s’impegnano per costruire e offrire un domani diverso e lo fanno credendo nella forza della collettività  e della cultura locale, per sviluppare la propria autonomia dagli aiuti internazionali e dalle super potenze economiche