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In occasione della “Festa della Donna”  siamo chiamati a  “ far memoria”.  E’ l’occasione di ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo. E’ una festa che deve sottolineare la dignità della donna, essere umano, madre, sposa e lavoratrice.

Tutta la deriva commerciale che questa,  come tutte le altre feste, ha intrapreso non fa che oscurare i valori di cui è portatrice fin dall’origine. Fa male alla società e fa male soprattutto alle donne relegandole al ruolo di bella principessina da omaggiare e portare a cena.  No! Non posso condividere questo. Ci sono 364 giorni all’anno per omaggiare le nostre donne con galanterie e gentilezze.

In quest’occasione voglio rendere omaggio alla Donna in quanto tale, alla sua capacità di donarsi, di amare, di soffrire spesso in silenzio, di perdonare, di sperare e lavorare per un mondo degno di essere vissuto.

Sappiamo che nei paesi in via di sviluppo sono le donne a reggere la società governata dagli uomini. Gli equilibri e la sostenibilità della vita si basano sul loro lavoro, le loro fatiche e i loro diritti non riconosciuti o sistematicamente violati.

Sono particolarmente grato a quelle donne religiose, Suore Francescane di Cristo Re, nostre amiche,  che ogni giorno in Guinea Bissau si spendono per la salute,  l’emancipazione, l’educazione, l’istruzione delle donne guineensi condividendone  speranze e situazioni di vita, camminando assieme a loro sulle strade impolverate di questo povero paese.

Infine, a voi tutte “Donne di Cercu Iabri” che generosamente dedicate tempo ed energie per le donne e i poveri di Guinea, il mio “GRAZIE” e un abbraccio di cuore.

Alessandro Guidolin – Presidente Cercu Iabri Onlus