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Quanto coraggio ci vuole per entrare nel mondo degli altri. Entrare,  convincere e prendersi la responsabilità di farli contenti.

Quanto coraggio ci vuole per far sì che tutta la tua voglia di fare non diventi prepotenza. Quanto ce ne vuole per superare la barriera della diffidenza, fatta di croste di paura, briciole di insensibilità, mattoni di sospetti verso di te.

Te lo sei chiesto mille volte e non hai mai trovato una risposta. Quanta pazienza devi nutrire per non dire quello che certe situazioni ti tirano fuori come con un cavatappi. Quanto spirito ci vuole per ricominciare  come se fosse una partita a flipper, tutto riazzerato. Tutto da ricominciare e rifare.

Quanto coraggio serve per farsi giudicare da una platea infinita di opinionisti, compresi i tuoi figli e le persone che ti stanno accanto, che hanno sempre consigli, pareri, correzioni, rimproveri da farti, ma che non prenderebbero mai in considerazione l’idea di scendere giù, nella strada con te a prendere tante sassate.

Ecco, la bilancia della vita, sempre spostata,  sempre fuori assetto. Tra te che hai il dovere di capire e il resto del mondo, che ha il diritto ad essere compreso. Quanto sangue freddo ci vuole.  Quanta convinzione che la tua capacità fisica e mentale supererà ancora una volta tutto questo. Quanta fede e visione servono per alzarti domani mattina con l’energia che ci vuole per portare in giro il tuo essere te stesso e farsi accettare a chi riesce a vedere solo quello che ha già visto e a credere solo in ciò in cui gli altri credono.

Tutto questo è la tua istruzione. Tutto questo è la tua università. Il tuo master. L’unica che può fare a meno di aule, di maestri, di bacchette e di lavagne, di quaderni e merende. Vivere  è una di quelle materie che si studiano solo mettendosi alla prova.

Come fare scherma senza protezioni, come saltare dall’ alto senza il materasso che ti raccoglie……

Tutte le botte sono vere, ma le botte servono a spiegarti che il lavoro da fare è un avventura maledettamente seria anche se a volte fà ridere. Come tutta la vita, e come nella vita c’è chi decide di stare sugli spalti a giudicare, fischiare ed applaudire, quando va bene e c’è chi decide che se esiste un posto dove stare, allora quel posto è sul campo.

Su quel campo non sarà tutto rose e fiori, ma è solo sui campi di sfida, come quello dove si lascia un segno del proprio passaggio e si diventa un po’ più uomini o un po’ più donne che stanno in piedi da sé. 

Tutte le volte che il vento tira contro dovremmo tenerlo a mente…..