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Ma che mondo è quello che fa sposare le bambine?

Una storia un po’ particolare, perchè ci porta a riflettere sulla realtà, raccontare l’inferno delle spose bambine nel mondo, è Rani: un ragazza che vive in un’area rurale, dove la povertà è al limite e gli abitanti arrancano alla vita per poter sopravvivere. Ed è proprio questa incombente povertà, che non lascia tregua,  per questo, l’ orrenda usanza  dei matrimoni prematuri.

L’unica via per uscire da questo circolo vizioso è quella di poter dare alle ragazzine un istruzione, in modo che possano diventare autonome e provvedere a se stesse; ma un investimento a lungo termine ha dei costi che chi vive nell’emergenza costante, non può permettersi. 11 anni aveva Rani quando la sua famiglia non sapeva più come provvedere a lei, così è ricorsa ad uno stratagemma molto diffuso in quelle zone al fine di eludere eventuali, per quanto rari, problemi legali: si procurano un falso documento, che conferisse alla piccola molti più anni rispetto a quelli effettivi. A 11 anni come si può essere spose? Come si può essere madri? La mente si ribella e anche il corpo grida il suo dolore, soprattutto se si tratta di un corpo troppo immaturo per reggere una gravidanza.

Per sette anni, fino a quando non ha avuto 18 anni, Rani ha avuto una serie agghiacciante di gravidanze concluse in aborti spontanei  fino all’epilogo che l’ha condotta in fin di vita: durante il tentativo di un parto andato male la ragazzina ha avuto una emorragia interna. Per il bambino non ci sono state possibilità di sopravvivere e anche la 18enne sembrava spacciata: a salvarla in extremis una serie massiccia di trasfusioni di sangue che l’hanno tenuta allacciata alla vita. A una vita che chiamarla tale, sembra una bestemmia, quando un uomo a 11 anni ti chiede di comportarti come una moglie e quando al tuo corpo si chiede di essere una madre fino a spremerti il sangue in una serie di tentativi che si dovrebbero chiamare torture.

Mi colpevolizzavano – mio marito, i miei suoceri, la mia famiglia d’origine – perché dicevano che non ero nemmeno capace di mettere al mondo dei figli. Si è quindi deciso di farci adottare una bambina senza famiglia, dato che io non sono in grado di farne una nostra. Ora che la bambina è qui sento meno pressione addosso, però non so come comportarmi con lei, ho solo 18 anni. Sospira e cerca un senso, una gioia alla quale attaccarsi ma è difficile quando la vita è stata tanto feroce e gli orizzonti sono sbarrati, come le quattro mura delle quale sei diventata prigioniera:Suppongo che dovrei essere felice, stavo morendo e miracolosamente mi sono salvata, ho rischiato la vita .”  questa la realtà di una vita spezzata, ti auguro di essere serena, piccola grande donna.